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Mulinello Okuma Azaki 55

39,99

Ottimo mulinello con un prezzo ottimo, ma con molta tecnologia che Okuma da a tutti i pescatori del mondo.

1 disponibili

Descrizione

Nuovo corpo compatto per questa nuova ed INNOVATIVA mulinello Okuma Azaki. Questo è un perfetto compromesso per chi desidera un mulinello molto versatile che possa soddisfare molteplici esigenze dei pescatori!! Il suo Design accattivante ed il suo corpo compatto lo rendono veramente un bel gioiello firmato OKUMA!! Molto ben curato nei particolari risulta attuale per tecnologia e forza. Azaki non si concentra solo sulle funzioni, ma anche sull’aspetto. La bobina è dotata di CFR (Cyclonic Flow Rotor Technology )  Azaki è un mulinello per abbinarlo ad una canna da barca e risulta la scelta migliore per i principianti.

Bolentino: Con il termine di bolentino vengono chiamate una serie di tecniche che si praticano da una imbarcazione ed a una certa distanza dalla costa, utilizzando canna e mulinello. Queste tecniche puntano alla cattura di prede che comunemente non si avvicinano alla costa, oppure risultano di più facile cattura su fondali profondi ed, infine, ad insidiare specie costiere utilizzando un’imbarcazione.
Le tecniche a bolentino vengono distinte in 3 categorie principali:
– Bolentino costiero
– Bolentino di medio fondale
– Bolentino di profondità

Questa distinzione, viene data dalla profondità del fondale su cui si pratica e richiede attrezzature, esche e terminali diversi. Nella pesca a bolentino costiero, qualsiasi natante, può essere usato con successo. Il concetto di base di questa pesca è quello di calare sul fondo un terminale multiamo, innescato con esche adeguate ed attendere la mangiata del pesce a cui far seguire la ferrata ed il recupero della preda allamata. Apparentemente nulla di eccessivamente complicato. Ma, come ben sappiamo noi pescatori, ogni tecnica ha bisogno di piccoli accorgimenti, di piccoli trucchi e di difficili scelte che possono condizionare il risultato di una battuta di pesca e il bolentino non fa eccezione a questa regola! Inoltre, l’evolversi della tecnologia delle attrezzature da pesca, ha reso possibile praticare queste tecniche e se praticato nel modo giusto e nel posto giusto, può regalare catturare di prede pregiate e di dimensioni, a volte, “fotografiche”

Come per le altre tecniche, anche nel bolentino la canna veste un ruolo di primaria importanza, se non di più. Quindi servirebbe  un attrezzo non troppo rigido che permetta di avvertire le tocche dei pesci, aumentando considerevolmente il nostro divertimento. Per questo, per il bolentino costiero utilizzeremo canne telescopiche, sia in fibra che in carbonio, lunghe dai 2 ai 5 mt, ad azione ripartita o di punta. I passanti devono essere a doppio ponte con passafilo in pietra SIC ad alta resistenza che evitano il surriscaldamento del monofilo. Il portamulinello è meglio che sia a vite o a placca, robusto ed affidabile, ma anche quelli a placca possono risultare validi. Per quanto riguarda il cimino, oggi il mercato presenta diversi modelli con cimino intercambiabile o fissi che permette di poter utilizzare quello che meglio si adatta alla tecnica che stiamo adottando senza bisogno di affollare la barca con un considerevole numero di canne. Come potenza, possiamo mantenerci sugli 80/150 gr.

Se la canna è un elemento critico in questa pesca, il mulinello non è da meno. Infatti salpare le lenze da profondità di 70-100 metri, innumerevoli volte in una battuta, stanca chiunque. Quindi, attrezzi leggeri, funzionali con un buon rapporto di recupero ma anche affidabili e con una frizione adeguata alle prede più probabili. Sceglieremo per il bolentino costiero mulinelli a bobina fissa delle misure più grandi con capienze minime di 150 metri di trecciato.

In questo settore del mondo del bolentino il trecciato fa da padrone. Questo innovativo materiale viene dal mondo velistico ed è utilizzato per cucire le vele e presenta caratteristiche eccezionali per questa specialità: alto carico di rottura con bassi diametri ed estrema rigidità. Per il bolentino costiero comunque, non conviene utilizzare il tradizionale nylon con diametri variabili dallo Ø 0.35 allo Ø 0.50 per l’imbobinamento, perchè ci troveremo, con un minimo di corrente, il nostro finale a decine di metri distante dall’imbarcazione, e di conseguenza non ci sarebbero catture. Mentre risulta di molto superiore i trecciati che oggi sono sul mercato. Avremo quindi un diametro più sottile ed una potenza senza uguali, infatti basterà pescare con diametri da mm.0,15 allo 0,21  ed almeno 150/300 metri di trecciato sulla bobina del nostro mulinello a secondo della profondità che ci divide dal fondo dove abbiamo deciso di trascorrere la giornata a pesca. Questi innovativi fili hanno cambiato il concetto della pesca dalla barca, perchè a differenza del nylon non si allungano e quindi avremo una sensibilità maggiore e quindi ci accorgeremo immediatamente quando il pesce abboccherà e di conseguenza la ferrata sarà molto più rapida e tempestiva con un rapporto di catture molto più alto. I finali meglio se in Fluorocarbon, con misure dallo 0,20 allo 0,35 mm., aggiungono una componente in più all’invisibilità del nostro terminale e di conseguenza avremo molte più allamate

Surf Casting:  Il Surf Casting (termine americano, letteralmente “Lanciare sull’onda”) è una tecnica praticata nei paesi atlantici ed introdotta in Italia, almeno al grande pubblico, verso la fine degli anni ’80, grazie ad alcuni pescatori che hanno svolto un preziosissimo lavoro di adeguamento delle tecniche statunitensi alle realtà del Mediterraneo, sperimentandole sulle coste della Sardegna che, ancor oggi, risultano essere le più adatte e quindi le più fruttuose per questa tecnica. Infatti, le tecniche atlantiche puntano alla cattura dei grossi predatori che, nella fase di alta marea, si avvicinano alla costa per cacciare, attirati dalla schiera di grufolatori (Mormore, Orate ecc..)che si cibano degli organismi che il movimento delle acque liberano dalla sabbia. Anche per il surf nostrano, i concetti rimangono pressappoco gli stessi, solo che la minor escursione tra la bassa e l’alta marea, non crea quella sufficiente mangianza ad attirare né grufolatori né predatori. Si è verificato che tali condizioni si ricreavano quando le onde delle mareggiate si infrangevano sulla spiaggia, sconvolgendo il fondale e liberando piccoli molluschi e crostacei che attiravano appunto i grufolatori e di conseguenza, anche i predatori. Quindi, la prima regola del surf mediterraneo è quella che se non c’è onda, non c’è surf, anche se, in questi ultimi anni, ci si sta accorgendo che questa regola trova delle eccezioni e per alcune prede, come Mormora, Orata, Sarago e Rombo si verificano catture anche con mare calmo. La tecnica del Surf Casting, va detto che tra tutte le pesche possibili in mare, brilla per la sportività, infatti, a differenza di altre tecniche, il risultato di una battuta di Surf Casting è troppo legata al momento “magico” per essere alla portata di tutti. Prima di tutto il surf caster deve individuare con esattezza quando il mare è nelle condizioni ideali, cioè quando il moto ondoso libera nutrimento facendo accorrere le prede e quindi poterle insidiare. Queste condizioni non sono frequentissime e possono durare per un tempo variabile, sia di giorno che di notte, in cui il Surf Casting può offrire entusiasmanti catture.

 

 

Altre informazioni

Peso1.00 kg
Dimensioni30 × 30 × 30 cm
Tecnica

Bolentino – Surf casting

Trattamento

Anti corrosione

Cuscinetti

1+1 Rulli

Anti Reverse

Infinito

Pignone

Ottone tagliato con macchinari ad alta precisione

Bobina

Alluminio anodizzato

Rotore

Bilanciato elettronicamente

Frizione

Kg.14,00 Multi disco con olio Japan

Manovella

Graphite

Gear Ratio

4,5:1

Peso

Gr.404

Recupero giro manovella

Cm.83

Capacità bobina

mm./mt.0.30/300, 0.35/220

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