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Non ho preso nulla

di Massimo Zelli.

La prima volta di cui abbia ricordi avevo 18 anni. Più o meno mezza vita fa nel momento in cui scrivo. Era dopo una partita a pallone, di domenica. Avevo chiuso nel borsone scarpini, maglietta e parastinchi. Non avevo pulito nulla di nulla. Era una palla di fango e stracci, tutto talmente bagnato e sporco, che la cosa più intelligente che riuscivo ad immaginare, era quante ne avrei sentite a casa per avergli portato quell’abominio. 

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